Essere genitori

Paura della matematica: dai genitori ai figli.

Quando eravate a scuola, l’ora più terribile, quella che vi faceva sudare freddo e venire il mal di pancia era quella di matematica? Sicuramente le vostre scelte formative e lavorative ne avranno preso le distanze e avrete pensato: “Meno male, non avrò più nulla a che fare con espressioni, equazioni, problemi….”.

Eh no! Vi svegliate una mattina e “Driiiin” , la campanella suona come ai vecchi tempi. Solo che al posto vostro ci sono i vostri figli, carichi di emozione, curiosità e aspettative.

Dentro di voi invece è tornata lei, l’ansia! Non sapete come trattenerla, come gestirla, perché se vogliamo, rispetto ai tempi in cui andavate a scuola, è anche raddoppiata. Sapete che prima o poi arriverà quella fatidica domanda: “Mamma, papà…qualcuno mi aiuta con i compiti di matematica?”, e allora che fare? Non potete mica nascondere la testa sotto il banco, come quando la Prof. scorreva il registro per le interrogazioni. No, non potete ma state tranquilli: il miglior modo per aiutare i vostri figli è incitarli a fare da soli!

Una ricerca condotta da psicologi americani delle Università di Chicago, Los Angeles e Temple ha evidenziato che i figli di genitori che hanno paura della matematica, incontrano maggiori difficoltà e imparano più lentamente rispetto ai figli di genitori che nel loro percorso scolastico, non hanno sviluppato questa fobia. Tuttavia, questa sorta di contagio tra generazioni, avviene solo se i genitori ansiosi pretendono di aiutare i figli nei compiti a casa.

La terribile sensazione di frustrazione nei confronti di questa materia, infatti, non nasce nel momento in cui ci si cimenta con un compito matematico, bensì ancor prima di leggere il testo di un esercizio o di un problema: non è infatti la matematica di per se a spaventarci, ma l’idea di vedere noi stessi in una situazione di incapacità e vulnerabilità. Per questo, il nostro istinto ci porta ad evitare di metterci alla prova, ad eludere il problema e a cercare delle vie di fuga che ci evitino qualsiasi relazione con formule e calcoli matematici. E i bambini si sa, avvertono tutto, non gli si può nascondere proprio niente! Pensate forse che non leggano il terrore nei vostri occhi?

Quindi cercate di non danneggiarli pensando di aiutarli, lasciate che con i compiti si arrangino secondo le proprie capacità.

Se proprio volete fare qualcosa perché non incontrino le vostre stesse difficoltà, ecco qualche utile consiglio:

  • Sfatate il luogo comune che per essere bravi in matematica bisogna essere portati: la matematica è un linguaggio universale che può essere appreso e compreso da tutti.
  • Non giustificate gli insuccessi dei vostri figli: dire ai vostri figli di non preoccuparsi, perché anche voi eravate negati ma avete ugualmente conquistato un posto di rilievo nella società, non li aiuterà. Servirà soltanto a trasmettere il messaggio che, in fondo, la matematica non serve a nulla.
  • Stimolate in egual modo le menti di bambini e bambine: non è vero che la mente degli uomini è naturalmente più portata verso la matematica!
  • Prendete spunto dalla vita quotidiana: ogni giorno, senza accorgercene, utilizziamo abilità matematiche. Spiegatelo ai vostri figli, li aiuterà a capire l’importanza di studiare la matematica.

Infine, se proprio non ce la fate a dire di no alle richieste di aiuto dei vostri figli, vi consiglio un interessante libro che forse potrà aiutarvi: “Matematica per mamme e papà”.

Ma ricordate, se i vostri figli non capiscono, non sostituitevi all’insegnante: spronateli piuttosto a chiedere di rispiegare!!!

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