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Tangram

La scorsa settimana, quando vi ho parlato del libro “Le cose non quadrano, ci vogliono i cerchi!”, ho accennato al gioco del Tangram senza però soffermarmi a spiegare di cosa si tratta. Ovviamente mi ero riproposta di farlo, anche se è un gioco talmente conosciuto che non avrebbe bisogno di troppe presentazioni.

Che cos’è un Tangram

Il Tangram è un rompicapo e allo stesso tempo un gioco di pazienza nato in Cina e diffusosi presumibilmente nel XIX secolo. Esso è costituito da un quadrato di materiale rigido, sezionato in sette figure geometriche che possono essere ricombinate per ricostruire il quadrato originario, oppure per dare vita a forme stilizzate sempre nuove.

I sette pezzi in cui è suddiviso il quadrato si chiamano tan e come si può vedere in figura, si tratta di due triangoli rettangoli grandi, un triangolo rettangolo medio e due piccoli, un quadrato e un parallelogramma.

Come si disegna?

Per ottenere il Tangram, proprio come quello nell’immagine, non dovrete far altro che partire da un quadrato e disegnare la diagonale che unisce i vertici b e h; determinate poi il punto medio dei lati hj e bj ed indicateli con le lettere i ed e. Tracciate dunque il segmento ie che li congiunge e trovatene il punto medio g. Tracciate il segmento ag che incontrerà perpendicolarmente la diagonale bh nel punto d, a sua volta punto medio di bh. A questo punto non vi resterà che determinare i punti medi dei segmenti hd e db, indicati in figura con le lettere f e c, per poi tracciare gli ultimi segmenti rimasti cg e fi.

Che voi abbiate disegnato le linee guida del Tangram su cartone, feltro, das o quello che la vostra fantasia vi abbia suggerito, dovrete solo ritagliare i vari pezzi ed il gioco sarà fatto.

Storia

Il nome cinese Tangram significa “le sette pietre della saggezza”. La leggenda narra di un giovane che desiderava viaggiare per conoscere le bellezze del mondo. Un monaco, prima che intraprendesse il suo viaggio, gli regalò una tavoletta sulla quale dipingere tutte le meraviglie che avrebbe incontrato lungo il cammino. La tavoletta però cadde dalle mani del ragazzo e si ruppe in sette pezzi. Il giovane, cercando di ricomporre il quadrato, formò nuove figure e si rese conto che poteva viaggiare anche con la fantasia, rappresentando tutte le bellezze del mondo.

Il Tangram ebbe un discreto successo all’inizio dell’Ottocento e vi si appassionò anche il famoso matematico esperto di giochi Samuel Loyd. Egli pubblicò un libro, nel 1903, L’ottavo libro del Tan, che grazie alle 600 nuove figure proposte, contribuì sicuramente ad aumentare il successo di questo gioco.

Anche il padre di Alice nel Paese delle meraviglie, il matematico Lewis Carroll, amava divertirsi con il Tangram, tanto da dedicare del tempo nella costruzione di alcuni dei personaggi del suo libro.

La regina di cuori, Il cappellaio matto, lo Stregatto e Bianconiglio.

Come si utilizza?

Lo scopo di questo gioco è di formare una figura utilizzando tutti e sette i pezzi, senza mai sovrapporli. Chiaramente, in base all’età dei bambini e alle loro competenze, si potrà presentare il Tangram con differenti livelli di difficoltà.

1.Semplice: si invitano i bambini a posizionare i pezzi su modelli stampati in tinta unita (per esempio grigio); si tratta quindi di indovinare che posizione occupa ognuno dei sette pezzi per ricomporre la sagoma fornita.

2.Intermedio: si mostra una figura a colori, con i sette pezzi distinti fra loro e si chiede di riproporla avendola come supporto visivo.

3.Difficile: viene proposta una figura a tinta unita (il solito grigio) e si chiede di ricrearla usando il Tangram.

Nulla vieta, infine, che i bambini possano giocare liberamente e in modo più creativo, dando sfogo alla propria fantasia e inventando nuove figure con le quali, magari, sfidare il proprio compagno di gioco.

Perché giocare con il Tangram

I benefici che i nostri figli possono trarre giocando con il Tangram, oltre che trascorrere qualche ora di divertimento, possono essere svariati. Questo gioco, per esempio, può aiutare i bambini ad aumentare il loro livello di concentrazione e sviluppare il senso analitico. Ciò che nella maggior parte dei casi impedisce ai bambini di risolvere problemi in ambito matematico è proprio la mancanza del pensiero analitico: spesso sono guidati dalla fretta di trovare una soluzione e pur di darne una la “tirano a caso”, senza prendersi il giusto tempo per riflettere. Da un punto di vista strettamente matematico poi, il Tangram permette di introdurre in forma ludica concetti fondamentali come quelli di area, congruenza, perimetro, simmetria

Per i più piccini può essere utilizzato per introdurre le prime forme geometriche, i concetti di più grande e più piccolo, i colori e aiuta a sviluppare la fantasia.

Il nostro Tangram

Ho deciso di realizzare un Tangram per il mio Furbetto utilizzando un panetto di Das Color arancione che avevo aperto ed era rimasto inutilizzato.

Ho steso il panetto di Das aiutandomi con un mattarello, fino a raggiungere un’altezza di circa mezzo centimetro.

Ho poi realizzato l’immagine guida su un foglio di carta e l’ho trasferita sulla pasta con una leggera pressione di una vecchia biro. Infine ho tagliato tutto con un taglierino e aspettato che seccasse all’aria.

A questo punto non devo far altro che cercare fra le innumerevoli immagini che si trovano su internet, quelle che piacciono di più al mio Furbetto e iniziare a giocare!

Voi siete pronti? Ancora no?! Cosa aspettate? 😉

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