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La stella di Samuel Loyd: un’iniezione di fiducia.

Vi è mai capitato di trascorrere dei periodi della vostra vita dove tutto sembra difficile, ogni problema pare insormontabile ed è come se tutto vi sfuggisse di mano? Se la risposta è no allora che dirvi?! Beati voi!!! Se invece la risposta è affermativa ed avete superato quel momento, probabilmente conoscerete anche la sensazione che si prova quando si riescono a superare quei momenti di difficoltà. All’inizio la nostra mente appare come un groviglio di nodi impossibili da sciogliere, ma una volta trovate le soluzioni ai nostri problemi, riguardandoli col senno di poi ci sembrano delle banalità e ogni volta che si ripresenteranno, se avremo fatto bagaglio dell’esperienza vissuta, non tarderemo a risolverli rapidamente ed in modo efficace.

Il gioco della stella nascosta

La stella nascosta

Nell’immagine sopra c’è una stella nascosta. Siete capaci di vederla? La stella in realtà non è nascosta, è sotto ai vostri occhi. Concentratevi sulla figura e osservatela con la mente libera e ricettiva. Alcune persone impiegano pochi minuti, altre alcune ore, per altri è ancora necessario qualche giorno, ma alla fine tutti trovano la stella. Di solito è un’illuminazione improvvisa dopo un periodo più o meno lungo di ricerche senza successo. Da quel momento in poi la stella sarà vostra e nessuno potrà più togliervela. Ogni volta che guarderete questo disegno, la vedrete subito, con estrema chiarezza, per sempre. Perciò quando avrete trovato la stella non ripassatela a penna, così potrete proporre questo gioco ai vostri amici. E, mi raccomando, resistete alla tentazione di rivelare loro la soluzione. Questo è il segreto della matematica: un problema che all’inizio sembra difficile e forse impossibile, dopo aver ricevuto l’illuminazione, diventa facilissimo e si ricorda per tutta la vita. Ma è importante non scoraggiarsi mai, non irritarsi e soprattutto arrivarci da soli.

Chiaramente questo gioco non è una mia invenzione! 🙂 Fu ideato da Samuel Lyod, famoso matematico, scacchista, prestigiatore, mimo e ventriloquo vissuto a cavallo tra il 1800 e 1900. Era un grande appassionato di quella che chiamiamo “matematica ricreativa”, produsse una enorme quantità di giochi e contribuì ad alimentare la popolarità di uno molto in voga quando ero piccola e che sicuramente conoscerete, il gioco del 15. Amava molto anche il tangram, e pubblicò un libro con centinaia di configurazioni originali, corredato di una storiella fantasiosa sulle sue origini.

Samuel Lyod

E cosa c’entra questo gioco con le difficoltà della vita? In realtà, che si tratti di un problema di matematica, logica o semplicemente un problema della vita di tutti i giorni, il nostro cervello segue le stesse modalità per risolverlo. All’inizio si presentano davanti a noi una serie di informazioni che sembrano non avere né capo né coda, un groviglio di dati senza senso logico; il nostro cervello si mette in moto e cerca con determinazione, tenacia e grande impegno di trovare una soluzione, anche se all’inizio sembra impossibile. Ognuno di noi utilizza i propri mezzi, una propria strategia, perché non è detto che ci sia un’unica strada da seguire per arrivare alla soluzione. Tanta può essere la frustrazione per i tentativi falliti ed è facile cadere nella tentazione di abbandonare la sfida. Ma come ci insegna Loyd, il segreto per vincere è solo uno: non scoraggiarsi mai!

Un insegnamento per i nostri figli

I bambini si trovano ogni giorno ad affrontare nuove sfide e spesso si sentono sopraffatti dalle paure e da un senso di inefficacia. Per loro è ancora difficile credere in se stessi, sapere che con l’impegno possono superare quelli che sembrano ostacoli insormontabili. Noi genitori abbiamo un ruolo importantissimo nel sostenerli di fronte alle difficoltà ma dobbiamo lasciarli sperimentare, dobbiamo farli scontrare con le piccole sfide di tutti i giorni. Se il problema da risolvere è alla loro portata, non cerchiamo di sostituirci a loro, perché penseranno che da soli non ce la possono fare. Rassicuriamoli invece, facciamo capire che abbiamo fiducia nelle loro potenzialità ed incoraggiamoli a trovare la soluzione da soli. Arrivare ad una soluzione facendo affidamento sulle proprie forze, credendo in se stessi e non rinunciando a priori, farà gioire doppiamente i nostri figli, sarà per loro una sensazione indimenticabile che li riempirà di orgoglio e accrescerà la loro autostima. Inoltre, difficilmente dimenticheranno le strategie che li hanno portati a risolvere il problema. Se forniamo loro la soluzione, al contrario, non è detto che il loro modo di pensare sia uguale al nostro e non è detto che capiscano come abbiamo ragionato per arrivare al risultato. Ci diranno di aver capito per non deluderci ma il giorno dopo, non sapranno più risolvere lo stesso problema.

Presentare ai nostri bambini il gioco della stella nascosta, oltre che farci trascorrere con loro tempo prezioso, ci aiuterà a conoscerli, a tirare fuori le loro emozioni, a capire di più il loro piccolo mondo fatto, a volte, di ansie e paure. Aiuterà i nostri piccoli a capire che per risolvere un problema è necessario del tempo che non è detto sia uguale per tutti; insegnerà loro che l’impegno è fondamentale e non bisogna scoraggiarsi di fronte alle sfide.

Quindi cosa aspettate? Voi l’avete trovata la stella? 😉

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One thought on “La stella di Samuel Loyd: un’iniezione di fiducia.

  1. Zia fantastica. Moglie meravigliosa. Madre inarrivabile. Siamo stati fortunati. Non ho molto altro da dire. Le parole più semplici sono le più belle, se arrivano dal cuore. Grazie

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