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La matematica del cuore – MammaConta

Tra qualche giorno sarà S. Valentino, la festa degli innamorati. Molti staranno pensando: “Bella scoperta!” Sono sicura però che per molte mamme e papà non è del tutto ovvio ricordarsene, non per cattiveria o superficialità ma perché, vuoi lo stress del lavoro, vuoi l’impegno dei figli, le coppie tendono a dedicarsi meno attenzioni durante l’anno, figuriamoci per S. Valentino.

L’amore e l’essere innamorati è quanto di più bello ci sia al mondo ma, allo stesso tempo, è un sentimento complesso fatto di passione, gelosia, momenti di confusione, periodi di incomprensione. Non è semplice trovare l’anima gemella, ancor più difficile mantenerla, soprattutto quando a destabilizzare gli equilibri arrivano i figli, con tutto quello che comporta l’essere genitori. In questi giorni mi sono imbattuta nella prefazione de “La matematica del cuore”, un libro che mi ha molto incuriosita, uscito da poco nelle librerie:

Come fa un sentimento complesso come l’amore a rientrare nelle regole della matematica? Come si spiega l’assenza con un assioma, la gelosia con un’equazione, il due di picche con il peso specifico, la fedeltà con un teorema, la confusione con la radice quadrata? La verità è che, nonostante l’unicità delle persone, le dinamiche di chi ama tendono a ripetersi. O meglio, i maschi tendono a ripetersi. Le donne sono le variabili. Più o meno divertenti, esigenti, impazzite. A partire da questo assunto Alessandro Pellizzari, il cui blog supera il milione di lettori l’anno, elabora da tempo una sua «epidemiologia della coppia», che pone tanti problemi, svela qualche soluzione, ci rappacifica con le nostre debolezze, e anche con le nostre illusioni. A rispondergli, in un controcanto preciso e festoso, la voce limpida di Eliselle: donna, libera, senza peli sulla lingua. E convinta che, al di là di mariti e amanti, di seriali e sposatini, di boomerang e narcisi, le donne abbiano a disposizione l’arma imbattibile della sorellanza. In queste pagine scopriremo come neutralizzare i maschi bugiardi e come calcolare l’area del triangolo, i dieci motivi per essere fedeli e i dieci motivi per essere infedeli, la geometria delle passioni e l’algebra del desiderio. Conosceremo il mammone e il vampiro, la gattamorta e la schizzinosa, gli amanti per gioco, per caso, per sempre. Per scoprire alla fine che – seguendo alcune semplici regole e tenendo ben aperti gli occhi – l’amore è amore solo se tornano i conti, solo se ci fa stare bene. (Prefazione di Manuela Porta).

Quando ci sono cose che sfuggono al nostro controllo, come l’amore, ciò che facciamo istintivamente è tentare di inquadrarle secondo logica e regole matematiche, si cercano risposte in modelli ed equazioni ed ecco che la materia ostile per antonomasia, diventa rifugio delle nostre insicurezze. Bizzarro non trovate?

Quello di Alessandro Pellizzari ed Eliselle non è il primo tentativo di “matematizzare” l’amore, molti si sono cimentati in questa impresa dando vita a teoremi che cercano di capire quanto durerà una storia amorosa, formule che consentono di stabilire se l’attrazione provata per il partner è vero amore oppure no.

Ricordo che nel 2008, una mia cara amica, compagna di Università, mi regalò “Matematica e sesso” di Clio Cresswell, ricercatrice di matematica, scrittrice, presentatrice televisiva ed educatrice inglese. Un libro divertente ed istruttivo, per appassionati di matematica o semplicemente innamorati disorientati.

Piergiorgio Odiffredi dice di lei:

«Che ci sia almeno una relazione fra sesso e matematica, è ovvio: la risposta su quanti siano i sessi è infatti “due”. Ma Clio Cresswell ne ha trovate molte altre, alcune delle quali niente affatto banali, relative ad ogni aspetto della questione: dall’attrazione alla scelta del partner, dall’accoppiamento all’orgasmo, dal matrimonio alla fecondazione.»

All’epoca divorai questo libro con gran voracità e non vedo l’ora di confrontarlo con “La matematica del cuore”, soprattutto per capire in che modo dei letterati abbiano messo la matematica a servizio dell’amore e degli innamorati, siano essi felici, infelici o costantemente disorientati.

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