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Pi Greco Day e IDM ai tempi del Covid-19

Il 14 marzo è la Giornata Internazionale della Matematica (IDM), iniziativa dell’UNESCO che è nata su richiesta dell’Internazional Mathematical Union. La festa si tiene tradizionalmente in questa data, nota come Pi Greco Day, perché è il giorno in cui viene celebrato il più importante dei numeri, il 3,14, la cui grafia corrisponde alla data del 14 marzo nel formato mese/giorno, come in uso negli Stati Uniti. Per festeggiarlo in grande stile potete leggere qui e prendere qualche spunto.

Pi Greco esprime il rapporto tra la circonferenza e il diametro della circonferenza ed è forse uno dei numeri più importanti per la scienza e la vita quotidiana. Esso compare in molte delle formule che descrivono i fenomeni fisici, come l’oscillazione del pendolo, la forza di Coulomb di interazione tra oggetti carichi elettricamente, la vibrazione delle corde di una chitarra e si, anche nei modelli per prevedere le malattie.

Proprio in questi giorni di emergenza per il Coronavirus, ci stiamo abituando ad avere a che fare con grafici, tabelle e numeri che purtroppo una parte degli italiani non sa ancora leggere. Questo è inaccettabile perché, il più delle volte, a fare paura è proprio quello che non si riesce a capire.

Qualche giorno fa mi è capitato di ascoltare Umberto Galimberti che, con estrema chiarezza, fa il punto della situazione e spiega gli aspetti filosofici e antropologici del periodo che stiamo vivendo.

Quando parla del comportamento umano ne sottolinea la natura imprevedibile; esso pertanto è inaffrontabile secondo teoremi di matematica, dove si deducono le conseguenze dalle premesse. Assumendo questo dato di fatto, non si può raggiungere un compromesso tra le persone, la Sanità e la Politica attraverso la matematica ma soltanto attraverso la “saggezza”. Ma se da un lato è vero che si deve far appello al buon senso, bisogna anche spiegare perché sia veramente necessario applicarlo e, per farlo, la gente deve saper leggere i grafici che la comunità scientifica mette a disposizione. Come già spiegavo qui, forse avremmo potuto fare qualcosa prima!

Vinciamo l’angoscia: #andratuttobene

Galimberti affronta, fra tutti, anche il tema della differenza tra angoscia e paura. Come genitori è necessario proteggere i nostri figli e fare in modo di rispettare le buone norme di comportamento che ci sono state indicate. Spiegare ai bambini più piccoli cosa sta succedendo, il perché improvvisamente siano cambiate le loro abitudini, perché non possono più vivere la quotidianità di sempre non è affatto semplice.

Ancora più difficile è non caricarli di angoscia e fare in modo di trasformare in qualcosa di positivo questi drastici cambiamenti. In rete è stata lanciata una bella iniziativa con lo scopo di allentare la tensione trascorrendo ore serene con i nostri figli. Finestre e balconi delle case si stanno riempiendo di arcobaleni disegnati dai bambini con la scritta “Andrà tutto bene”. Si tratta di un messaggio di speranza e di incoraggiamento per uscire con forza e senza paura da questa emergenza, uniti anche se fisicamente distanti.

E gli arcobaleni che ci circondano, guarda caso, sono strettamente legati a Pi Greco e alla matematica. Per chi volesse approfondire l’argomento può leggere qui.

Vi lascio con l’interpretazione del Coronavirus del mio Furbetto: un mostriciattolo arcobaleno con le corna e il naso che cola, così ha detto lui 😉

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