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Parco di Pinocchio a Collodi: imparare divertendosi

Chi ha detto che la matematica si impara soltanto fra i banchi di scuola? Oggi voglio portarvi in gita al Parco di Pinocchio e nell’adiacente Giardino di Villa Garzoni dove è possibile visitare la Casa delle Farfalle. Un percorso affascinante, ricco di poesia, dove i bambini possono giocare e imparare divertendosi.

Visitare il Parco

Nato dal genio di Carlo Collodi, pseudonimo dello scrittore e giornalista fiorentino Carlo Lorenzini, il burattino più famoso al mondo apparve per la prima volta il 7 luglio 1881.

L’inizio di La storia di un burattino nel primo numero del Giornale per i bambini (7 luglio 1881)

Da allora ci sono state centinaia di edizioni, traduzioni in 260 lingue, trasposizioni teatrali, televisive e animate, come quella di Walt Disney, diventando un patrimonio mondiale di tutti i bambini ma anche degli adulti.

Pinocchio

Per festeggiare il 140° compleanno di Pinocchio siamo stati in gita a Collodi, antico borgo fra le colline toscane dove si trova il parco commemorativo, gestito dalla Fondazione Nazionale Carlo Collodi.

Ingresso al Parco di Pinocchio

Appena entrati siamo stati catapultati in uno spazio senza tempo, capace di farci rivivere la poesia della storia grazie alla sua semplicità. Non vi aspettate l’imponenza e la maestosità di parchi divertimento come Gardaland o Mirabilandia, al Parco di Pinocchio ciò che fa davvero la differenza è la capacità di stupirsi e guardare le cose con gli occhi dei bambini!

Museo interattivo di Pinocchio

La visita si apre con il nuovo Museo Interattivo di Pinocchio (Mip), un percorso multimediale ispirato agli episodi più celebri del romanzo che permette di gironzolare e giocare nella bottega di Geppetto, nel bosco vicino al quale viveva la Fata turchina, nel Campo dei Miracoli e nella pancia del Pescecane.

Si entra poi nel parco vero e proprio. Per l’Ing. è stato come tornare indietro nel tempo, perché tutto è stato conservato come quando era ragazzino. Ci siamo imbattuti subito nel piccolo teatro dei bambini e nelle due carovane di Mangiafoco e della Fata. Noi abbiamo fatto tappa per assistere allo spettacolo dei burattini e Furbetto si è divertito tantissimo, urlando e ridendo a crepapelle.

La giostra antica

Non molto distanti abbiamo trovato le bellissime giostre del Paese dei Balocchi. Si tratta di giostre d’epoca restaurate e ben conservate, un vero incanto per gli occhi che non mi era mai capitato di vedere altrove.

Parco di Pinocchio – Piazzetta dei mosaici

Siamo passati attraverso la Piazzetta dei Mosaici, dove lo staff di animazione organizza giochi e cacce al tesoro, per poi giungere nell’area pic-nic dove abbiamo consumato dei panini acquistati al bar adiacente.

Una volta rifocillati, abbiamo ripreso il nostro percorso a tappe immerso nel verde. Ogni sosta è caratterizzata da bellissime sculture in bronzo che rappresentano le vicende salienti della fiaba di Pinocchio: il carabiniere, il grillo parlante, il Gatto e la Volpe, Lumaca…

Il Pescecane di Pinocchio

Siamo infine giunti al momento più saliente della storia, quando Pinocchio viene inghiottito nella pancia del Pescecane. (Anche voi avete sempre creduto che si trattasse di una Balena?). La statua è davvero colossale, con tanto di spruzzo d’acqua. Si può raggiungere la sua bocca tramite dei gradini in mezzo al laghetto e fare una foto tra i suoi denti!

Percorso avventura

Come se tutto questo non bastasse, compreso nel prezzo (non proprio economico ma ne vale la pena), il parco offre due nuovi percorsi avventura: Vola sul fiume con Pinocchio e La nave corsara. Per poter accedere i bambini devono aver compiuto 5 anni d’età e avere un’altezza compresa tra 1 metro e 1 metro e mezzo. Devo ammettere che ero un po’ preoccupata ma tutto si svolge nella massima sicurezza, essendo i bimbi imbragati e sotto l’occhio vigile del personale competente.

Il giardino di Villa Garzoni

Uscendo dal Parco, a soli cinque minuti a piedi, si trova lo Storico Giardino di Villa Garzoni, meravigliosa dimora del ‘700 con annessa un’ immensa area verde. È un parco monumentale bellissimo, ricco di statue, fontane, giochi d’acqua, piante e fiori ricercati.

Villa Garzoni

All’interno del giardino è stata costruita La Casa delle Farfalle, un edificio dove è stato ricreato un microclima tropicale adatto alla vita e alla riproduzione di questi magnifici esemplari.

La casa delle farfalle

Alcune farfalle sono giganti e vi troverete a passeggiare mentre volano libere intorno a voi. Ho provato ad entrare ma, mi vergogno a dirlo, la mia fobia per gli insetti non me l’ha permesso, nell’incredulità di Furbetto che cercava di spiegarmi quanto fossero innocue e bellissime.

A caccia di matematica

Scovare la matematica che ci circonda è come partecipare a una caccia al tesoro. Bisogna guardarsi intorno, trovare gli indizi, fare collegamenti. Non è semplice ma vi assicuro che è molto divertente. Ho provato a farlo per voi al Parco di Pinocchio.

Il gioco degli scacchi

Una delle prime cose che noterete entrando al parco è una grande scacchiera disegnata sul pavimento. I bambini sono liberi di spostare le pedine, grandi quasi quanto loro.

Scacchiera gigante

Sulla scacchiera gigante del Parco di Pinocchio i piccoli imparano a posizionare correttamente le pedine e a muoverle nelle diverse direzioni, secondo gli assi cartesiani, sviluppando così alcuni importanti concetti topologici.

Le relazioni tra matematica e scacchi sono ampiamente documentate e più o meno note a tutti. Se siete interessati a scoprire ulteriori legami leggete qui.

Gli scacchi infatti possono essere efficacemente utilizzati per l’introduzione di concetti logici e matematici di diversa natura. A titolo di esempio, leggete la leggenda sulla nascita di questo gioco, nota già a Dante Alighieri e menzionata nel “Paradiso”:

C’era una volta un ricchissimo Principe indiano. Le sue ricchezze erano tali che nulla gli mancava ed ogni suo desiderio poteva essere esaudito. Mancandogli però in tal modo proprio ciò che l’uomo comune spesso ha, ovvero la bramosia verso un desiderio inesaudibile, il Principe trascorreva le giornate nell’ozio e nella noia. Un giorno, stanco di tanta inerzia, annunciò a tutti che avrebbe donato qualunque cosa richiesta a colui che fosse riuscito a farlo divertire nuovamente.

A corte si presentò uno stuolo di personaggi d’ogni genere, eruditi saggi e stravaganti fachiri, improbabili maghi e spericolati saltimbanchi, sfarzosi nobili e zotici plebei, ma nessuno riuscì a rallegrare l’annoiato Principe. Finché si fece avanti un mercante, famoso per le sue invenzioni. Aprì una scatola, estrasse una tavola con disegnate alternatamente 64 caselle bianche e nere, vi appoggiò sopra 32 figure di legno variamente intagliate, e si rivolse al nobile reggente: “Vi porgo i miei omaggi, o potentissimo Signore, nonché questo gioco di mia modesta invenzione. L’ho chiamato il gioco degli scacchi”.

Il Principe guardò perplesso il mercante e gli chiese spiegazioni sulle regole. Il mercante gliele mostrò, sconfiggendolo in una partita dimostrativa. Punto sull’orgoglio il Principe chiese la rivincita, perdendo nuovamente. Fu alla quarta sconfitta consecutiva che capì il genio del mercante, accorgendosi per giunta che non provava più noia ma un gran divertimento! Memore della sua promessa, chiese all’inventore di tale sublime gioco quale ricompensa desiderasse.

Il mercante, con aria dimessa, chiese un chicco di grano per la prima casella della scacchiera, due chicchi per la seconda, quattro chicchi per la terza, e via a raddoppiare fino all’ultima casella. Stupito da tanta modestia, il Principe diede ordine affinché la richiesta del mercante venisse subito esaudita. Gli scribi di corte si apprestarono a fare i conti, ma dopo qualche calcolo la meraviglia si stampò sui loro volti.

Il risultato finale, infatti, era uguale alla quantità di grano ottenibile coltivando una superficie più grande della stessa Terra! Non potendo materialmente esaudire la richiesta dell’esoso mercante e non potendo neppure sottrarsi alla parola data, il Principe diede ordine di giustiziare immediatamente l’inventore degli scacchi.

In effetti, per contare i chicchi di grano si deve fare ricorso alle potenze: 1 + 2 + 22 + 23 + … + 263 = 264 – 1, un numero davvero enorme!

Il gioco dell’Oca di Pinocchio

Quali concetti matematici si possono apprendere da un semplice gioco come il gioco dell’oca?

Il gioco dell’oca di Pinocchio

Sicuramente è un modo semplice e divertente per indagare sul concetto di numero e applicare, a livello intuitivo, gli algoritmi di somma e sottrazione. Una volta padroni del gioco, non ci sarà da stupirsi se i bambini attiveranno il pensiero logico-matematico per fare previsioni del tipo: “Quanto deve uscire per arrivare al traguardo? Speriamo non esca quel numero altrimenti torno al via!”.

Il gioco dell’oca di Pinocchio

Oltre alle abilità di conteggio, i bambini allenano l’attenzione, la coordinazione oculo manuale (girare la freccia), imparano a rispettare le regole, i turni e a gestire frustrazione e attesa.

Simmetrie al giardino Garzoni

Tempo fa vi avevo parlato del Parco delle sculture del Chianti facendo riferimento alle farfalle e alla simmetria assiale. In quel caso avevo fatto ricorso ad una foto non mia mentre, questa volta, fotografarne una è stato semplicissimo….o quasi!

Farfalla al Parco di Pinocchio

Per fortuna i miei uomini hanno fatto un reportage molto dettagliato e qui sopra potete vedere uno degli esemplari che vivono all’interno della Casa delle Farfalle che, come vi dicevo, non ho avuto il coraggio di visitare.

Giardini di Villa Garzoni

In realtà è l’intero giardino ad essere stato sviluppato lungo un asse centrale di simmetria, secondo una sistemazione a terrazzamenti di grande effetto scenografico, volto a contrastare la forte pendenza che lo caratterizza.

Qui sopra invece potete vedere un esempio di simmetria radiale: ingrandite l’immagine e osservate i cerchi concentrici nell’acqua della fontana!

I labirinti del Parco e di Villa Garzoni

Una delle cose più divertenti e affascinanti per i bimbi (e non solo!) è sicuramente perdersi in un labirinto. Il primo che vedete qui sotto, si trova appena dietro la statua del Pescecane, all’interno del Parco di Pinocchio.

Labirinto del Parco di Pinocchio

Il secondo fa parte del giardino di Villa Garzoni ed è il tipico esempio di labirinto multicursale, ricco di bivi, vicoli ciechi e false piste, dotato di un ingresso e un’uscita. Al momento della nostra visita non era accessibile, un vero peccato visto che si dice che percorrerlo assicuri lunga durata alle relazioni sentimentali.

Il labirinto dal punto di vista matematico è un problema di topologia, un ramo della matematica nato proprio dallo studio dei labirinti e in particolare dal Problema dei ponti di Königsberg.

Sul fiume Pregelarme che attraversa la città di Königsberg c’erano sette ponti e due isole. La sfida per gli abitanti era di trovare un percorso che consentisse di attraversare tutti i ponti, passando una sola volta su ogni ponte. Euler sostituì la terra ferma e le due isole con punti e ogni ponte con un segmento o un arco. Il problema consisteva ora nel riuscire a disegnare questa figura con un tratto continuo di penna, senza ripassare su alcun arco, ed Euler dimostrò che questo era impossibile.

Anche al Parco delle Sculture del Chianti ci eravamo imbattuti in un divertente labirinto. Rileggete il mio articolo per conoscere l’algoritmo che vi aiuterà a trovare sempre l’uscita!

I mosaici e l’architettura di Giardino Garzoni

Terminiamo la “caccia matematica” con alcune forme geometriche nascoste all’interno di Giardino Garzoni.

I due mosaici qui sopra rappresentano un fiore a otto petali, ottenuto da una griglia di cerchi sovrapposti e la cosiddetta Stella di David, un esagramma ottenuto dall’intersezione di due triangoli equilateri.

Qui sopra invece potete osservare due imponenti aperture poste su un ponticello che si raggiunge attraversando un bosco di Bambù. Si tratta di due lucernari di forma ovale e ottagonale, dai quali si può scorgere il labirinto visto dall’alto.

Pinocchio nel paese dei paradossi

Se vi è piaciuto il viaggio che vi ho appena raccontato, sono sicura che vi interesserà anche il libro “Pinocchio nel paese dei paradossi”. Grazie all’autore Alessio Palmero Aprosio, il piccolo burattino viene catapultato nel mondo della logica e della matematica.

Pinocchio rivive le sue avventure sullo sfondo di nuovi paesaggi paradossali: il dilemma del coccodrillo, il paradosso del mentitore e la mitica gara tra Achille e la tartaruga sono solo alcuni dei problemi che Pinocchio deve affrontare con i consigli e le spiegazioni del grillo parlante.

Se vi è piaciuto questo articolo mi raccomando, scrivetelo nei commenti e inviatemi la matematica che vedete intorno a voi!

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