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Pop It: la matematica dietro il gioco del momento

E’ stato il gioco dell’estate 2021, tutti lo desiderano, chiunque lo vende. Ha spopolato nelle spiagge, sulle bancarelle, al supermercato, nelle macchinette fuori dai bar. E’ il Pop It: fatto di silicone, supercolorato e di tante forme differenti, con sopra delle bolle da schiacciare.

È come il pluriball, la carta da imballaggio per avvolgere i pacchi fragili, solo che le bolle non si rompono, quando le schiacci finiscono dall’altro lato e si può ricominciare a giocare.

Neanche a dirlo l’ho scoperto grazie a Furbetto che vanta già una discreta collezione. Uno l’ha regalato anche a me, per il mio quarantesimo compleanno, una griglia 3×3 che abbiamo utilizzato per giocare al gioco del Tris, semplicemente spingendo dentro le bolle delle pedine di due diversi colori. Noi abbiamo usato piccoli sassolini ma potete usare pasta, legumi, o qualsiasi cosa avete in casa.

Su Tik Tok e You Tube si possono vedere usi a dir poco fantasiosi, ad esempio in cucina per preparare la frittata o per congelare l’acqua. Molti i video di insegnanti che propongono il Pop It come strumento per imparare addizioni e sottrazioni, le tabelline, individuare i punti sul piano cartesiano.

Senza addentrarmi sull’ efficacia di queste proposte didattiche (per esempio, l’uso del diagramma rettangolo per l’introduzione delle moltiplicazioni è ampiamente documentato sul sito Per Contare) , vorrei soffermarmi sulla natura matematica del gioco, così come è stato inventato. Prima però un po’ di storia.

Chi l’ha inventato

L’intuizione di creare un gioco fatto di bolle da schiacciare è dei coniugi Ora e Theo Coster. Theo era compagno di classe di Anne Frank e anche lui ebreo, fu costretto a nascondersi per sfuggire ai nazisti.

Fortunatamente riuscì a salvarsi e alla fine della guerra si trasferì in Israele dove, insieme alla moglie, fondò una fiorente società di giocattoli (fra i più famosi, “Indovina chi”).

Last mouse Lost

La coppia non riuscì a convincere nessun produttore della validità del gioco con le bolle e solo trent’anni dopo ha suscitato l’interesse di David Capon, Ceo della FoxMind, un’azienda specializzata in giochi educativi.

Capon intuì che quel prototipo aveva delle potenzialità per sviluppare nei bambini abilità logico matematiche e manuali. Così, dopo alcune revisioni, la FoxMind lanciò nel 2013 la prima versione circolare e nel 2014 quella rettangolare. Poi il gioco di grande successo “Last mouse Lost”. E infine il nuovo brand: Pop It.

Come si gioca?

Giocare è semplicissimo, si tratta di una sfida a due giocatori ed è adatto per bambini a partire dai 5 anni di età.

– Si fa la conta per vedere chi inizia per primo.
– Il giocatore di turno sceglie una riga e fa scoppiare tutte le bolle che vuole (solo in quella riga).
– Il giocatore successivo sceglie una riga qualsiasi con bolle ancora da scoppiare e ne scoppierà quante ne vorrà solo in quella riga.
– I giocatori continueranno a fare a turni finché un giocatore non sarà costretto a scoppiare l’ultima bolla.
– Quel giocatore perde quel round, ma si capovolge il tabellone e si ricomincia. Il primo giocatore a vincere tre round è il vincitore.

La domanda a questo punto è:” Esiste una strategia vincente?”. Man mano che i bambini vincono o perdono, si può domandare loro di spiegare quali strategie possono essere state funzionali al raggiungimento della vittoria. Si può suggerire loro di appuntarsi di volta in volta lo schema di gioco adottato e provare a capire se ha portato al risultato sperato.

Soprattutto all’inizio può essere utile impostare il gioco in modo che rimangano solo 3-4 mosse potenziali, proprio come si vede nell’immagine. Successivamente si può chiedere ai bambini di esplicitare cosa accade premendo i due topi nella fila centrale, solo un topo nella fila centrale, ecc. In questo modo possono esercitarsi a pensare in modo critico, mettendo in pratica tutte quelle azioni di controllo preventivo che hanno lo scopo di condurre alla vittoria.

Corsa al 20

Un altro gioco interessante che ho letto in “Didattica della Matematica” di Baccaglini Frank, Di Martino, Natalini e Rosolini e che si può giocare sfruttando il Pop It, si chiama Corsa al 20 ed è davvero semplicissimo.

Come si intuisce dal nome del gioco, l’obiettivo è arrivare a 20. Si gioca in due, a turno. Il primo giocatore sceglie se dire “Uno” o “Due”. Il secondo giocatore può scegliere di sommare 1 o 2 al numero dichiarato dal compagno e dire il nuovo risultato. Poi tocca di nuovo al primo giocatore che può scegliere di nuovo se aggiungere uno o due. Chi per primo arriva a 20 ha vinto. Ad ogni turno il giocatore oltre ad aggiungere 1 o 2 e dichiarare il nuovo risultato, schiaccia le relative bolle sul Pop It.

Il Pop It non è strettamente necessario ma può essere utile per tenere traccia visiva del conto. Se avete un Pop It con venti palline andrà benissimo, oppure potete prenderne uno quadrato da cento bolle e segnare l’obiettivo da raggiungere. I bambini più grandi ed esperti possono giocare anche alla versione più complicata con tutte le palline: Il gioco del cento.

Anche in questo caso, dopo alcune partite, si può chiedere ai bambini di provare a spiegare quale possa essere la strategia vincente. Presto o tardi quasi tutti i bambini si accorgeranno che chi riesce a dire “17” è il vincitore sicuro del gioco. Perché questo avviene? Come si può fare per essere sicuri di arrivare a 17?

Sono tante le domande che possiamo rivolgere ai bambini per spronarli a ragionare. Si possono anche variare leggermente le regole, per esempio si può lasciare aggiungere anche 3 al risultato precedente. Cosa cambia nella strategia da adottare per vincere?

Non trovate che questo modo di proporre il Pop It sia davvero interessante e stimolante? Fatemi sapere nei commenti se avete provato con i vostri bimbi.

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