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Fibonacci e natura – Alla scoperta di api e girasoli

Il legame tra Fibonacci e natura è cosa nota. La sua successione si ritrova infatti in una vasta varietà di fenomeni naturali: la vedremo osservando i girasoli ma anche studiando l’albero genealogico delle api.

Nella scuola dell’infanzia che frequenta Furbetto è consuetudine identificare le classi con i colori. Dallo scorso anno ogni classe è stata ulteriormente suddivisa in “bolle”, per cercare di arginare il più possibile il rischio di contagio da Coronavirus.

La sezione dei gialli, per esempio, è composta da api e girasoli. Durante l’anno scolastico la maestra coinvolgerà i bambini in un progetto didattico che avrà come filo conduttore la natura. Oltre ad ampliare le loro conoscenze e aiutarli ad apprezzare ciò che la natura offre, il progetto contribuirà a farli sentire uniti nonostante la separazione. Ma cosa hanno in comune api e girasoli?

I girasoli che in estate ammaliano lo sguardo con le loro bellissime distese colorate, sono fiori con un buon apporto di nettare e polline, il che è particolarmente positivo per le api. Ecco perché è consuetudine che gli apicoltori decidano di coltivarli in prossimità delle loro arnie!

Aiutare questi piccoli insetti nella loro sopravvivenza è molto importante, perché dalla loro salute dipende anche la nostra vita. Infatti, sia le api domestiche che quelle selvatiche rivestono un ruolo fondamentale per la produzione di cibo. Senza gli insetti impollinatori, molti esseri umani e animali avrebbero difficoltà a trovare il cibo di cui hanno bisogno per la loro alimentazione e sopravvivenza.

Dell’ importanza delle api vi avevo già parlato, quindi se volete saperne di più attraverso un simpatico Doodle di Google, oppure se volete creare un quadro ad effetto con delle api origami, vi consiglio di andare a rileggere il mio precedente articolo.

Lo scopo di oggi invece è quello di scoprire un legame non proprio ovvio tra api e girasoli. Il titolo non nasconde segreti, quindi nessuna sorpresa. Tra le api e i girasoli esiste un legame tutto matematico: la successione di Fibonacci.

Fibonacci e natura

L’albero genealogico delle api

Per scoprire cosa c’entra la successione di Fibonacci con le api, occorre prima conoscere un minimo la loro gerarchia. Sapevate per esempio che non tutte le api hanno una mamma e un papà? Sembrerebbe una cosa davvero strana ma l’organizzazione delle api è davvero sorprendente.

La colonia delle api ha la propria abitazione nell’alveare. Come tutti saprete, ogni alveare possiede una speciale femmina chiamata ape regina. È una femmina adulta e fertile che si distingue dalle altre api per le sue dimensioni. Ci sono poi molte api operaie, anche loro femmine ma, a differenza della regina, non producono uova.

L’arnia di nonno

I fuchi invece sono i maschi della colonia, non lavorano ed infatti sono privi di aculeo, l’apparato per la raccolta del polline. La loro funzione primaria consiste nel fecondare la regina, attività al seguito della quale muoiono. I fuchi sono generati dalle uova non fertilizzate della regina, questo significa che hanno solo una madre ma non un padre.

Le femmine, al contrario, sono generate quando la regina si accoppia con un maschio, quindi hanno entrambi i genitori. Esse diventano, di solito, api operaie ma alcune sono alimentate con una speciale sostanza chiamata pappa reale che le trasforma in nuove regine.

Ora che per grandi linee conosciamo i diversi ruoli delle api, vediamo come è fatto l’albero genealogico di un fuco.

Albero genealogico del fuco

Partiamo a leggere dal basso, dove è posizionato il fuco di cui vogliamo conoscere gli antenati: possiamo notare, salendo al livello immediatamente superiore che ha 1 genitore, una femmina. Salendo ancora di livello vediamo che ha 2 nonni: infatti sua madre ha due genitori, un maschio ed una femmina. Il fuco poi ha 3 bisnonni: sua nonna aveva due genitori ma suo nonno ne aveva uno solo. Quanti bis-bis-nonni ha? Se avete capito il gioco, la vostra risposta sarà stata sicuramente 5, senza nemmeno aver avuto bisogno di controllare l’albero.

Se si osserva bene la struttura in figura infatti, si può notare che, contando i nodi di ciascun livello, si ottengono i numeri della successione di Fibonacci. Strabiliante vero?😊

La filotassi dei Girasoli

Come vi avevo anticipato, ciò che accomuna api e girasoli è il loro legame con la successione di Fibonacci. Esaminando la disposizione dei semi di girasole, quello che salta immediatamente all’occhio è che si possono osservare due famiglie di spirali. Queste due famiglie sembrano essere composte la prima da curve rotanti in senso antiorario, la seconda in senso orario. In moltissimi casi, i numeri di curve che compongono le due famiglie sono numeri di Fibonacci consecutivi.

I girasoli di nonno

In realtà, la fillotassi del girasole non è guidata direttamente dalla successione di Fibonacci, ma da un numero ad essa strettamente legato: la sezione aurea. Infatti i numeri di Fibonacci compaiono nella fillotassi perché forniscono la migliore approssimazione razionale della sezione aurea.

Fibonacci Day 2021

Per chi di voi ancora non lo sapesse, il 23 novembre si festeggia il Fibonacci Day. Se vi siete persi la spiegazione del perché si festeggia proprio in questo giorno, fate pure un veloce ripasso leggendo il mio articolo a riguardo. 😜

Seguendo il link e leggendo l’articolo, troverete anche la ricetta dei biscotti al cacao a forma di coniglietto, una golosa merenda che avevo proposto per l’occasione. Quest’anno invece, per rimanere in tema di api e girasoli, che ne dite di una bella fetta di pane integrale ai semi di girasole spalmata di buonissimo miele? Mentre mangiate non dimenticate di dare un’occhiata alle tante iniziative organizzate per la giornata!

Pane integrale ai semi di girasole

INGREDIENTI: 200 gr di farina 00; 300 gr di farina integrale; 1/2 cubetto di lievito di birra; 10 gr di sale; 250 gr di acqua; semi di girasole q.b.

PROCEDIMENTO

1.Inserite il lievito nella ciotola aggiungete la farina un po’ alla volta amalgamate per bene con il robot o a mano aggiungete il sale e i semi di girasole.

2.Sciogliere il lievito nell’acqua.

3.Prelevate l’impasto e dividetelo in due se preferite.

4.Fate due giri di pieghe come si fa per la sfoglia, mettete il lato corto verso di voi portate un lato verso il centro e l’altro lato sopra a coprire, ripetete girando il filone di 90 gradi.

5.Riformate il filoncino e mettete in forno a lievitare, circa 1 ora.

6.Cuocere in forno caldo a 220° 25 minuti circa.

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