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I pavimenti cosmateschi: le geometrie della Cattedrale di Anagni

Nel centro della Ciociaria, a pochi km di distanza da Roma, si trova la città di Anagni nota come La Città dei Papi per aver dato i natali a quattro pontefici (Innocenzo III, Alessandro IV, Gregorio IX e Bonifacio VIII) e per essere stata a lungo residenza e sede papale. In particolare il nome di Anagni è legato alle vicende di Papa Bonifacio VIII e all’episodio noto come Lo Schiaffo di Anagni.

Se mi conoscete oppure avete letto la mia pagina di presentazione sapete che si tratta di storie e tradizioni che appartengono ai miei ricordi di bambina, narrate e tramandate ma spesso dimenticate. In Ciociaria affondano le mie radici e solo oggi che è diventata meta di vacanza, la voglia di fare conoscere a Furbetto i luoghi della mia infanzia ci porta a riscoprirli con occhi da turisti.

Se vi trovate in città è d’obbligo fare tappa nella bellissima Cattedrale realizzata per volere del vescovo Pietro da Salerno tra gli anni 1072-1104. Potete trovare tutte le informazioni necessarie sul sito del MUCA – Museo della Cattedrale di Anagni dove è possibile scaricare l’audio-guida e trovare i contatti utili per prenotare la vostra visita. Il percorso del Museo si articola su tre piani: al primo si trovano la Biblioteca e il Tesoro Antico, al piano terra la Cattedrale e nei sotterranei la bellissima Cripta di San Magno.

Il museo e la Cattedrale di Santa Maria Annunziata

Dopo aver preso appuntamento via Messenger dalla pagina Facebook del museo (si può anche telefonare o inviare una mail) ci siamo presentati presso la biglietteria all’orario prestabilito. Dopo il controllo del Green Pass ci hanno consegnato la cartina e spiegato brevemente il percorso da seguire.

Siamo saliti al primo piano che si apre con la Biblioteca, composta da una ricca collezione di 1814 volumi datati dal XV al XX secolo. L’intero patrimonio è conservato in armadi realizzati appositamente per questo ambiente all’inizio del XX secolo. Purtroppo Furbetto non ci ha dato molto tempo per ascoltare l’audio-guida che avevamo scaricato. La nostra è stata piuttosto una maratona, giusto il tempo di capire che il potenziale c’è e se vogliamo capire qualcosa in più dobbiamo sicuramente tornare (oppure studiare prima 😜).

Proseguendo sullo stesso piano, una delle stanze che ci è piaciuta di più è stata quella dedicata al Tesoro Antico. La maggior parte dei pezzi esposti in questo ambiente risale a una donazione di Bonifacio VIII (1295-1303) ed è registrata in un prezioso manoscritto conservato nell’ Archivio della Cattedrale: si tratta di una tra le più interessanti e variegate raccolte artistiche di epoca medievale.

Scendendo al piano terra si accede direttamente all’interno della Cattedrale dove coesistono caratteri romanici alternati ad elementi architettonici tipicamente gotici. E se alzando lo sguardo si resta impressionati dai bellissimi affreschi, è guardando sotto i piedi che si resta letteralmente ipnotizzati, un po’ come avveniva per i pavimenti della Certosa di Calci, molto più recenti e con uno stile completamente diverso ma anch’essi ricchi di geometria.

I pavimenti cosmateschi

I pavimenti cosmateschi della Cattedrale di Anagni risalgono agli anni tra il 1224 e il 1227 e sono opera di Cosma di Jacopo di Lorenzo (lo stesso autore del successivo pavimento della Cripta, terminato nel 1231 con i suoi due figli Luca e Jacopo). Furono realizzati per volere del vescovo Alberto e sono giunti a noi sostanzialmente inalterati, nonostante i numerosi ritocchi e restauri che si sono susseguiti nel corso dei secoli.

Il termine cosmatesco prende il suo nome dai membri di alcune famiglie di artigiani che operarono nel corso dei secoli XII° e XIII° in Italia e si riferisce ad un particolare stile di decorazione policroma caratterizzata dall’impiego di tessere o piccoli tasselli di marmo, granito o ceramica utilizzati per creare motivi geometrici. Nei pavimenti dei Cosmati ritroviamo per lo più due tipi di motivi: la guilloche cioè una serie di dischi o tondi che si connettono attraverso fasce che si intrecciano e il quinconce, una composizione di quattro tondi attorno a un quinto connesso agli altri ancora attraverso bande intrecciate. I tondi utilizzati per comporle sono fette di colonne marmoree, infatti i Cosmati erano soliti ricavare il marmo da antichi edifici romani.

Quello che stupisce dei pavimenti cosmateschi è la varietà di forme impiegate nella loro realizzazione. I Cosmati avevano una maestria fuori dal comune nel pavimentare il piano e cercavano di darne prova utilizzando le simmetrie speculari in tutti i modi possibili. Le forme che compaiono nei pavimenti sono cerchi, triangoli, quadrati, rettangoli, rombi, esagoni ottagoni e la vesica piscis (ovale appuntito formato dall’intersezione di due circonferenze).

Spesso una di queste forme è derivata da un’altra: un rombo creato da due triangoli equilateri, un triangolo generato dalla divisione di un quadrato lungo una delle sue diagonali o un rettangolo formato dall’unione di due quadrati. Per rendervi conto della complessità di questi pavimenti, provate a disegnarne uno, come suggerito sulla pagina di Didatticarte dedicata al Pavimento Cosmatesco di Westminster.

La cripta

Avete presente lo stupore che si prova guardando dentro un caleidoscopio? È così che ci si sente scendendo nei sotterranei della Cattedrale! La visita è temporizzata, ogni gruppo attende l’orario del proprio turno comunicato presso la biglietteria. Le luci della Cripta si accendono per venti minuti e svelano un ambiente maestoso e coloratissimo, ricco di affreschi che raccontano la storia della Salvezza dell’uomo, dalla Creazione fino alla fine dei tempi.

Questi splendidi affreschi sono opera di tre botteghe di artisti anonimi, conosciuti come Primo Maestro di Anagni o Maestro delle Traslazioni, Secondo Maestro di Anagni o Maestro Ornatista e Terzo Maestro di Anagni.

Vicino all’entrata, collocato nella seconda volta, si trova l’affresco più noto: si tratta della raffigurazione del Microcosmo, una sorta di creazione filosofico-scientifica dell’uomo.

L’uomo è al centro di un doppio sistema circolare: quello più interno rappresenta il ciclo della vita umana (microcosmo) mentre il più esterno quello della natura (mundus).

Entrambi sono suddivisi in quattro parti e a ognuno corrisponde un’età della vita dell’uomo (infanzia, adolescenza, maturità e vecchiaia), un temperamento umano (sanguigno, collerico, melanconico e flemmatico), una stagione dell’anno (primavera, estate, autunno e inverno) e i quattro elementi (aria, fuoco, terra e acqua).

Appena sotto, sul pilastrino, si vede il Diagramma della Teoria degli Elementi tratto dal Timeo di Platone, con i quattro elementi nelle sfere di sinistra associati ad alcune caratteristiche fisiche nelle sfere di destra. Accanto, nella lunetta, i medici Ippocrate e Galeno discorrono di tale teoria.

Come già detto anche la Cripta possiede un bellissimo pavimento Cosmatesco. In fotografia potete vederne un particolare dove, al centro, spicca la figura di un triangolo, figura geometrica frequentemente utilizzata come modulo riempi-spazio. Nell’immagine sottostante un particolare del pavimento Cosmatesco di santa Maria Maggiore a Civita Castellana, dove l’utilizzo dei triangoli è maggiormente visibile.

Screenshot dalla pagina web https://matematica.unibocconi.it/articoli/i-pavimenti-dei-cosmati

Gli spazi che di volta in volta rimanevano vuoti nel processo di pavimentazione, venivano riempiti sistematicamente con forme simili di scala più piccola. Il risultato finale era un motivo localmente auto-simile, cioè tale che una sua porzione possiede simmetria frattale. Il motivo risultante da questo processo è quello che noi oggi definiamo setaccio di Sierpinski.

Visto che la nostra visita è avvenuta durante le vacanze natalizie, concludo questo articolo suggerendovi un’idea trovata in rete che potrete realizzare facilmente con i vostri figli: l’albero di Natale di Sierpinski.

Spero che questo articolo vi sia piaciuto e che possiate fare presto visita in Ciociaria e ammirare tutte le sue bellezze. Se volete qualche altro consiglio scrivetemi, sarò felice di aiutarvi.

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