Giochi

Ripiglino e l’etnomatematica dei giochi antichi

Ricordate il gioco del Ripiglino? Forse anche voi come me ci avete giocato senza conoscerne il nome, oppure lo chiamavate in modo diverso.

Un po’ come era successo per la Casa di Santa Claus, vi parlo di un gioco dalle origini antiche e lontane che, in qualche modo, ha attinenza con la matematica.

Alcuni ricercatori hanno affrontato in modo rigoroso e scientifico la domanda: “In che modo la creazione di figure del Ripiglino può rientrare fra le attività matematiche?”.

Prima di conoscere la risposta, cerchiamo di ricordare il meccanismo di questo gioco che appartiene al cassetto dei ricordi.

Come si gioca a Ripiglino

Il Ripiglino era un passatempo molto in voga nel periodo della mia infanzia (anni ’80-’90). Ci giocavo con mia cugina ma ad insegnarmelo è stata mia madre.

Anche se oggi è caduto in disuso, molti di voi ricorderanno ancora le sequenze per ottenere le diverse figure.

Per chi invece non dovesse conoscerlo nessun problema, in rete esistono molti tutorial che spiegano bene in cosa consiste.

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Ripiglino
Ripiglino o Culla del Gatto

Avete bisogno di uno spago oppure di un filo di lana abbastanza lungo, legato in modo da formare un anello chiuso.

Disponete il filo chiuso sulle mani aperte e facendolo scorrere da una mano all’altra, da un dito all’altro, cercate di riprodurre delle figure note.

Seguendo il link potete vedere il classico modo di giocare in due.

Tutorial: Come si gioca a Ripiglino

Il filo passa dalle mani di un giocatore a quelle dell’altro e il gioco termina con la figura dell’orologio oppure quando uno dei due non riesce più a fare delle mosse.

Un gioco famoso in tv

Come vi dicevo il Ripiglino è un gioco diventato ormai desueto ma negli anni ’80 andava alla grande.

Nessuna sorpresa quindi quando l’ho visto apparire fra le mani di Messi in Young Shaldon, lo spin-off della serie Big-Bang Theory.

Messi gioca a Ripiglino
Messi gioca a Cat’s Cradle

Questa sitcom, ambientata proprio in quegli anni, è davvero ben fatta e Furbetto la apprezza quanto i suoi amati cartoni animati.

Potete trovarla su Prime Video e se non avete ancora l’abbonamento vi consiglio di rimediare subito.

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Un’altra famosa serie in cui fa capolino il gioco del Ripiglino appartiene al mondo degli Anime. Sto parlando naturalmente di Doraemon.

Nobita campione di Ripiglino

Come potete vedere in questo episodio, Nobita da sfoggio di tutta la sua maestria realizzando intrecci davvero complessi.

La matematica del Ripiglino

Ripiglino (anche noto come Culla del Gatto) è diventato oggetto di studio di antropologi ed etnomatematici.

In particolare Éric Vandendriessche ha cercato di mostrare in maniera sistematica in che senso il Ripiglino possa essere considerato attività matematica.

Dal suo punto di vista, le operazioni elementari che agiscono sulla corda possono essere equiparate a procedure, sottoprocedure, processi iterativi, ecc.

Un po’ come quando vi dicevo che “facciamo matematica” anche preparando l’impasto per i Cornetti sfogliati all’italiana.

D’altra parte se analizziamo le figure del Ripiglino da un punto di vista topologico, vediamo che sono tutte casi di nodo banale.

L’esistenza di una figura è legata alle dita: senza di esse gli intrecci si dissolvono in un anello (il nodo banale) senza bisogno di tagliare delle parti e rincollarle.

In un suo saggio Vandendriessche ipotizza che la capacità di generare e replicare centinaia di figure del Ripiglino, rappresenti implicitamente la capacità di esplorare lo spazio logico delle variazioni sul nodo banale.

Questa naturalmente è solo una sintesi semplicistica dell’immenso lavoro di Eric Vandendriessche. Per approfondire visitate il sito:

ethnographiques.org

Perché insegnare ai bambini il gioco del Ripiglino

Quando i bambini lavorano per ricreare gli schemi complessi del Ripiglino mettono in campo tutta una serie di abilità e conoscenze.

Imparare a muovere i fili attraverso torsioni, rotazioni e scorrimenti prevede una certa dimestichezza con la geografia corporea e l’orientamento spaziale.

Per decodificare le istruzioni i bambini non solo devono conoscere i nomi delle loro dita e quale sia la mano destra o sinistra, ma anche il significato di sopra e sotto, vicino e lontano, dentro e fuori.

Devono lavorare ritmicamente, con coordinazione e concentrazione, e avere la destrezza mentale e fisica per mantenere la corda in posizione mentre si muovono attraverso i passi che portano alla figura finale.

Inoltre poiché il gioco consiste in una serie di procedure, si può pensare di utilizzarlo per introdurre il concetto di algoritmo.

Formulando le istruzioni con un linguaggio simbolico, il Ripiglino può diventare un valido spunto per muovere i primi passi nel coding.

Infine perché non sfruttarlo con gli studenti più grandi per introdurre la topologia e un po’ di teoria dei nodi? Le possibilità sono davvero molteplici.

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