Il Giorno dei morti o Dìa de los muertos è una ricorrenza molto sentita in Messico che possiamo considerare l’equivalente della Commemorazione dei defunti.
I festeggiamenti durano più giorni, dal 31 ottobre al 2 novembre, e rispetto alla nostra tradizione, hanno connotati più gioiosi.
Gli spiriti dei cari scomparsi infatti, secondo la credenza popolare, possono visitare il mondo dei vivi proprio in questi giorni pieni di allegria.
L’usanza vuole che ogni anno le famiglie creino delle ofrendas, altari supercolorati, decorati con fiori di cempasúchil, candele, incenso, papel picado e teschi di zucchero chiamati calaveras.

Nulla a che vedere quindi con la festa di Halloween che parte dal presupposto che gli spiriti siano tutti malvagi e pronti a tormentare i vivi nella notte più paurosa dell’anno.
Se i bambini ad Halloween si mascherano da mostri per non essere riconosciuti dagli spiriti ed esorcizzare la paura, durante il Giorno dei Morti conoscono il legame con i propri cari e l’importanza del loro ricordo.
Giorno dei morti – Film Coco Disney Pixar
Coco è un film d’animazione prodotto da Disney Pixar che è uscito nelle sale italiane a dicembre 2017.
Noi l’abbiamo visto per la prima volta l’anno scorso e devo dire che è stata una piacevole e commovente sorpresa.
Si tratta di un cartoon incentrato sulla festività messicana del Día de los muertos che ha per protagonista il dodicenne Miguel Rivera.
Miguel appartiene ad una famiglia di antichi calzolai ma vorrebbe diventare un famoso musicista, come il suo idolo Ernesto de la Cruz.
La sua famiglia si oppone fermamente, in particolare la nonna che vieta a tutti i Rivera qualsiasi tipo di riferimento alla musica.
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Il suo odio smisurato per la musica nasce dall’abbandono da parte del padre che, per proseguire la carriera da musicista, lasciò lei e sua madre Coco.
Durante le celebrazioni del Giorno dei Morti il giovane Miguel si intrufola per sbaglio nel mausoleo di Ernesto De la Cruz e viene catapultato nel regno dei morti.
Nel suo viaggio ultraterreno scoprirà la verità sul passato della sua famiglia e comprenderà l’importanza di inseguire i propri sogni.
L’avventura di Miguel però è soprattutto un pretesto per sottolineare il tema centrale: l’importanza del ricordo e il legame con i propri cari.
Coco infatti è un utile strumento per insegnare ai bambini che anche se i nostri cari non ci sono più, possiamo tenerli in vita grazie ai ricordi dei bei momenti trascorsi insieme.
L’ albero genealogico per introdurre la potenza di 2
La famiglia di Miguel è un vero intreccio di nomi. Una delle cose che Furbetto non riesce ancora ad afferrare pienamente è la differenza tra i diversi rapporti di parentela.
Per aiutarlo ho trovato in rete una rappresentazione grafica dell’albero genealogico di Miguel, utile per visualizzare tutti i familiari e gli antenati incontrati nel suo viaggio.

Prendendo spunto da questa immagine ho pensato che un albero genealogico più semplice, costituito soltanto da mamma, papà, nonni, bisnonni, trisnonni e così via, potesse essere utile anche per introdurre il concetto di potenza.
Nonostante Furbetto non abbia ancora affrontato a scuola le moltiplicazioni, a livello intuitivo sa già cosa significa raddoppiare o moltiplicare per due.
Per questo non ha avuto problemi a rispondere alle mie domande:
| MammaConta: <<Quanti genitori hai?>>. Furbetto: <<Due mamma che domande!>>. MammaConta: <<Io e papà abbiamo due genitori ciascuno, quindi tu quanti nonni hai?>>. Furbetto: << Due per due…Quattro!>>. MammaConta: <<E siccome ogni nonno aveva due genitori, quanti bisnonni avevi tu?>>. Furbetto: <<Aspetta mamma…non lo so!>>. MammaConta: <<Ci sono due genitori per ogni nonno e i nonni sono quattro>>. Furbetto: <<Ah…due per quattro…otto!>>. MammaConta: <<E se ora ti chiedessi quanti trisnonni avevi?>>. Furbetto: <<Sedici!>>. |
Provate anche voi a porre queste domande ai vostri bimbi, discutete insieme le risposte e provate a disegnare l’albero genealogico.
Osservatene la forma e partendo da esso chiedete di cerchiare l’albero genealogico di mamma e quello di papà. Cosa si nota?
Fate tracciare una linea verticale partendo dal punto in cui è posizionato il nome di vostro figlio, che considerazioni si possono fare?

Generalmente un albero genealogico si sviluppa dal basso verso l’alto. In cima si trovano gli antenati mentre in fondo troviamo i discendenti della famiglia.
Se però lo capovolgiamo, otteniamo una struttura ad albero binario molto utilizzata in ambito informatico.
Potrebbe essere uno spunto interessante per i ragazzi più grandi, con un bagaglio di conoscenze matematiche già di un certo livello.
Vi ricordo però che siamo partiti dal Giorno dei Morti quindi dedicate il giusto spazio al ricordo di chi non c’è più, cercando di entrare in connessione con le emozioni dei bambini.
Se invece siete fra coloro che preferiscono di gran lunga la festa di Halloween, sul mio sito troverete tante idee dedicate.
Se impazzite per le zucche e tutto ciò che ha a che fare con i fantasmi e la notte più paurosa dell’anno non perdetevi i miei precedenti articoli.
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