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Storie matematiche (stampabili) di Frédérique Lenger

Perché fiabe, racconti e storie matematiche possono essere utili per l’insegnamento della matematica? In questo articolo daremo uno sguardo alle storie matematiche di Frédérique Lenger.

Prima di parlarvi di questa matematica belga, vorrei raccontarvi di come sono arrivata a lei che forse, in Italia, non è così conosciuta quanto altri illustri colleghi dell’epoca.

Per celebrare insieme a voi la Giornata Internazionale delle Donne nella Matematica, avevo inizialmente pensato di parlarvi di una figura femminile che non ha certo bisogno di presentazioni: Emma Castelnuovo.

Ho avuto la fortuna ed il piacere di conoscerla quando ero ancora una liceale: la Prof. di matematica mi diede l’opportunità di accompagnarla ad ascoltare una conferenza sull’Infinito organizzata dalla Società Italiana di Scienze Matematiche e Fisiche (MATHESIS).

Quel giorno non ho avuto più dubbi sulla facoltà universitaria che avrei scelto, sono uscita dalla conferenza estasiata. Per avere un assaggio di cosa significasse ascoltarla, vi lascio il link ad un video trovato in rete che vi consiglio di ascoltare fino alla fine.

Insegnare la matematica – Uninettuno.tv

Nella parte conclusiva del discorso, Emma fa riferimento al linguaggio della matematica come veicolo di insegnamento della lingua italiana. I tanti bambini stranieri che raggiungono il nostro paese e si ritrovano in classe per la prima volta, hanno tante difficoltà legate alla lingua da imparare.

Secondo Emma Castelnuovo è la matematica che può aiutare questi studenti, non il corso di italiano che è sempre troppo ricco di parole ed espressioni. La matematica ha un linguaggio ristretto ma vivo: non solo gli stranieri imparano l’italiano attraverso di essa ma gli stessi alunni italiani, per aiutare i compagni, si sforzano di parlare un italiano corretto in matematica.

Se fosse solo questo il fine della matematica, cioè di dare umanità, di fornire aiuto ai giovani che vengono in Italia per sfuggire alle situazioni disagiate che tutti conosciamo, bisognerebbe veramente ringraziare l’insegnamento della matematica.

Emma Castelnuovo

Dopo aver ascoltato questo discorso mi sono domandata: “Potrebbe valere lo stesso per i nostri studenti italiani alle prese con le lingue straniere?”. È così che mi sono messa alla ricerca di storie matematiche stampabili in lingua inglese, approdando sulla prolifica raccolta di racconti di Frédérique Lenger.

Dalle mie ricerche ho scoperto che queste due matematiche sono vissute nello stesso periodo storico. Parliamo dei cruciali anni Cinquanta e Sessanta, quando furono proposte importanti riforme in ambito di didattica della matematica.

Entrambe furono coinvolte in eventi significativi come i primi incontri del CIEAEM (Commissione internazionale per lo studio e il miglioramento dell’insegnamento della matematica), commissione della quale Emma Castelnuovo fu presidente dal 1979 al 1981.

Quello che però secondo me le accomunava maggiormente era la lungimiranza, la determinazione nel voler coltivare la libertà intellettuale delle nuove generazioni, il desiderio di rendere la matematica “per tutti” occupandosi soprattutto dei più deboli.

Insegnare la matematica non è solo comunicare importanti strutture del pensiero razionale, introdurre tecniche di calcolo, consentire allo studente di matematizzare una situazione e risolvere problemi.

È risvegliare e acuire la sua curiosità lanciando sfide, insegnargli a formulare domande e ad affermare fatti e conclusioni, renderlo capace di decidere da solo la validità di un risultato, sia esso un calcolo o una dimostrazione.

Frédérique Papy-Lenger

Le storie matematiche di Frédérique Lenger

A dispetto di quello che ci si potrebbe immaginare, la dimensione narrativa non è utile soltanto in ambiti espressivi o artistici ma anche in quelli logico-matematici. La tendenza degli ultimi anni è quella di proporre itinerari didattici che coniugano fiabe e matematica.

Gli allievi, infatti, entrando nel mondo delle fiabe si identificano nei protagonisti che sono chiamati a risolvere situazioni-problema, facendo proprie le abilità dei personaggi e aumentando così la fiducia nelle loro capacità.

I vantaggi dell’utilizzo di un contesto narrativo per lo sviluppo di competenze in ambito matematico sono stati colti anche da Frédérique Papy-Lenger. La matematica belga, già negli anni ’70, aveva inventato e pubblicato (in seno al Comprehensive School Mathematics Program incorporato nel Central Midwest Regional Educational Laboratory, Inc.) più di una quarantina di fiabe che presentavano e sviluppavano concetti matematici.

Storie matematiche di Frédérique Lender
Storie matematiche di Frédérique Lenger – Età 5-8 anni
Storie matematiche di Frédérique Lender
Storie matematiche di Frédérique Lenger – Età 8-12 anni
Storie matematiche di Frédérique Lender
Storie matematiche di Frédérique Lenger – Età 10-14 anni

Con grande fortuna sono riuscita a trovare il link alla pagina che raccoglie tutte le storie matematiche in lingua inglese. Lo condivido con voi:

Storybooks and Story-Workbooks by Frédérique Lenger

Per ogni raccolta di racconti, in base alla fascia d’età, l’autrice fornisce in maniera dettagliata utili consigli su come utilizzare il materiale in classe.

Si tratta di storie semplici, a volte fantasiose ed altre legate alla quotidianità, in cui i bambini possono facilmente immedesimarsi. Le illustrazioni, fatte di punti e frecce, aiutano i giovani lettori a seguire la logica del racconto, semplificando passaggi apparentemente poco immediati.

Se siete interessati vi consiglio di dare un’occhiata anche al percorso didattico interdisciplinare de Il nuovo Pintadera. Troverete due storie di Frédérique Lenger tradotte in italiano: Dov’è il mio naso? e Il piccolo asino.

Nella seconda storia si parla di rapporti di parentela e alberi genealogici. A tal proposito potrebbe interessarvi:

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Non mi resta che salutarvi, augurarvi una buona Giornata Internazionale delle donne in matematica e….perché no…

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