Oggi vi porto a Pisa, in Piazza dei Cavalieri, più precisamente di fronte a Palazzo della Carovana, sede principale della famosa Scuola Normale Superiore, dove fino al 25 novembre si potrà ammirare OPERAE.
OPERAE è una torre scultorea costruita dall’artista pisano Gianni Lucchesi. Con i suoi tredici metri d’altezza, non è una torre qualunque ma un vero e proprio inno all’intelligenza umana, la perfetta fusione tra sequenza di Fibonacci (1, 1, 2, 3, 5…) e i sigilli di Giordano Bruno.
Non è un caso che OPERAE, dopo le tappe di Milano (Fuorisalone 2023) e Genova (Piazza De Ferrari 2023), compia il suo ritorno a casa proprio durante le Giornate di Fibonacci (21-22-23-24 novembre).
Pisa infatti diede i natali al famoso matematico che nel 1202 portò in Occidente i numeri arabi e la sequenza che ricorre in moltissimi fenomeni naturali: dalle spirali delle conchiglie e dei girasoli, fino alle strutture delle galassie.
OPERAE: Cemento, Oro e la Magia dei Numeri
Pronti a scoprire cos’ha di speciale questa “torre”? Immaginate dodici grossi cubi in cemento che si impilano uno sopra l’altro.
Il cemento è un materiale “povero” e moderno ma Lucchesi lo riveste in parte d’oro, trasformando il blocco grezzo in qualcosa di prezioso e quasi “divino”.

È un po’ come noi mamme: facciamo miracoli con ingredienti semplici, pensate ai miei Biscotti di Fibonacci!
Ma la vera “chicca” è la struttura. Questi dodici cubi non sono messi a caso. La loro rotazione e la loro progressione seguono una regola antichissima e meravigliosa che tutti conoscono: la Successione di Fibonacci (1, 1, 2, 3, 5, 8…).
Alla sommità, una figura umana a grandezza naturale siede tranquilla con lo sguardo rivolto verso l’orizzonte. Osserva il futuro davanti a sé, sostenuto da una colonna che simboleggia il valore e l’importanza del proprio intelletto nella storia, alla ricerca delle leggi che regolano l’armonia dell’universo.

Su tutta la lunghezza della colonna sono impressi in oro i sigilli ermetici di Giordano Bruno, in una intensità decrescente dall’alto verso il basso: proiezioni bidimensionali dei cinque solidi platonici, quelle forme perfette che Platone considerava quasi come i mattoni divini dell’universo. Tetraedro, cubo, ottaedro, icosaedro, dodecaedro: la geometria sacra che Bruno racchiuse nel suo “Sigillo di Venere”, simbolo del cosmo.
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