Con questo bel sole di luglio, la voglia di fare una gita speciale si fa davvero sentire. E se vi dicessi che esiste un posto che sembra uscito da una scatola di caramelle o dal disegno di un bambino pieno di fantasia? Oggi vi porto a Burano, la splendida isola vicino a Venezia famosa per le sue casette variopinte e i merletti, ma andiamo a caccia di un tesoro ancora più speciale: la Casa di Bepi Suà!
L’idea è nata grazie al “feed di Facebook” che mi ha suggerito questa fotografatissima meta turistica. Io e l’Ing siamo stati a Burano in età preistorica, quando ancora eravamo fidanzati, nel lontano 2014…come passa il tempo! In quel periodo l’Ing. faceva concorrenza spietata ai giapponesi disseminati per la laguna, munito ancora di fotocamera digitale. Quindi di sicuro la Casa di Bepi Suà non se l’era fatta sfuggire.
Un rapido tuffo nell’album dei ricordi ed eccola, in tutto il suo splendore!
Un Arcobaleno di Forme Geometriche
Immaginate di camminare tra i canali e i ponticelli di Burano. Ogni casa ha un colore vivace: fucsia, verde menta, azzurro cielo, giallo limone… Ma a un certo punto, girato un angolo, ecco un’esplosione di allegria che vi lascerà a bocca aperta. È lei! La Casa di Bepi.
Non è solo colorata, è un vero e proprio mosaico di forme geometriche dipinte con una gioia contagiosa. Ci sono cerchi, quadrati, triangoli e rombi di ogni tinta che danzano sulla facciata, uno accanto all’altro, in un’armonia che solo un cuore pieno di fantasia poteva creare. Sembra quasi che qualcuno abbia voluto dipingere la felicità su un muro!
La particolarità di questa casa non è soltato la facciata ricca di forme e colori, ma il fatto che fino a quando Bepi è stato in vita era un’opera viva e in continua evoluzione. L’artista si posizionava all’esterno e dipingeva ogni giorno qualcosa di diverso, come un cerchio, una nuova forma che si sovrapponeva o andava a cancellare quella che era presente in precedenza.
Ma chi era il magico Bepi Suà?
Questa casa non è opera di un architetto famoso, ma di un uomo semplice dal cuore grande: Giuseppe Toselli, che tutti a Burano chiamavano “Bepi Suà”. “Suà” in dialetto veneto significa “sudato”, poiché incurante della calura estiva continuava a vedere caramelle anche sotto il sole cocente (da qui anche il soprannome Bepi delle Caramelle).
Prima di inventarsi questo mestiere, Bepi lavorava come manutentore all’interno del Cinema Favin, ma quando quest’ultimo chiuse non si diede per vinto. Bepi, da grande sognatore, continuò a coltivare la sua passione per il cinema e, pensate un po’, spesso proiettava i film per tutti i bambini dell’isola su un lenzuolo bianco appeso proprio davanti a casa sua. Era una specie di nonno buono per tutto il paese!
E tutta la sua creatività, tutta la sua voglia di regalare un sorriso, l’ha riversata sulla facciata della sua casa, trasformandola anno dopo anno nel capolavoro che vediamo oggi. Non usava progetti complicati, solo i colori che aveva e la fantasia che il suo cuore gli suggeriva.
Cosa ci insegna la Casa di Bepi Suà?
Questa piccola casa colorata è molto più di un’attrazione turistica. È una lezione meravigliosa per noi e per i nostri bimbi:
| 1. Non serve essere artisti famosi per creare bellezza. Ognuno di noi ha un piccolo Bepi dentro di sé, pieno di creatività che aspetta solo di uscire! 2. La gioia è contagiosa. Bepi ha dipinto la sua casa per sé, ma ha regalato un sorriso a migliaia di persone che passano di lì ogni giorno. 3. Si può lasciare un segno nel mondo con piccoli gesti pieni d’amore. |
Pronti per la “Caccia al Tesoro delle Forme di Bepi”?
Se decidete di fare una gita a Burano, trasformate la visita in un gioco! Una volta davanti alla casa, lanciate una sfida ai vostri piccoli esploratori:
| • “Quanti cerchi blu riuscite a contare?” • “Quanti sono i triangoli gialli!” • “Ci sono più triangoli oppure più quadrati? • “Ci sono figure simmetriche?” |
Sarà un modo divertente per osservare i dettagli e per far entrare tutta la magia di questo posto nei loro cuori. La Casa di Bepi Suà non è solo un edificio, è un pezzo di cuore lasciato lì per tutti noi. È la prova che con un po’ di colore e tanta fantasia, si può rendere il mondo un posto decisamente più felice. Anche studiare la matematica non sembrerà così male!
Una volta rientrati a casa chiedete ai bambini di fare un disegno oppure un collage della casa di Bepi Suà. Che ne direste poi di ricreare un dettaglio utilizzando la tecnica origami? Scoprite come leggendo: Come realizzare il Ddakji di Squid Game.
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