Origami

Origami – 折り紙

Chi di noi, da bambino, non si è cimentato almeno una volta nella costruzione di una barchetta di carta? L’arte di piegare la carta si è sviluppata distintamente in Cina, Giappone ed Europa ma oggi utilizziamo la parola giapponese Origami (da ori che significa “piegare” e kami che significa “carta”), per indicare tutte le tecniche di piegatura, indipendentemente da dove si sono sviluppate. Lo scopo è quello di trasformare un foglio di carta quadrato, in una vera e propria scultura tridimensionale, senza l’utilizzo di colla o forbici ma praticando esclusivamente specifiche sequenze di pieghe.

Per i giapponesi gli origami hanno una valenza sacra: grazie alla loro bellezza e fragilità, rappresentano i principi shintoisti del ciclo vitale e della fine delle cose, finalizzata ad una continua rinascita. Le prime forme di origami, dette go-hei, erano costituite da semplici strisce di carta piegate in forme geometriche e, unite ad un filo o ad una bacchetta di legno, utilizzate per delimitare gli spazi sacri. Oggi gli origami vengono spesso offerti nei templi in dono agli dei.

In occidente invece tale pratica è diventata un divertimento per i bambini e un modo per combattere lo stress. Si tratta di un’arte che richiede pazienza, fantasia e precisione, tutte doti che possono essere allenate fin da piccoli.

Gli obiettivi educativi  che possiamo aspettarci insegnando ai nostri bambini a diventare degli origamisti sono molteplici:

  • aumento della capacità di concentrazione
  • sviluppo della motricità fine e della coordinazione oculo-manuale
  • allenamento della memoria, dovuto alla necessità di ricordare le precise sequenze costruttive
  • sviluppo della creatività e dell’impegno

Ma torniamo alla barchetta di carta che sicuramente, leggendo questo articolo, avrete subito costruito ricordando la vostra infanzia. Provate a riaprire il foglio…cosa vedete? Esatto: tanta matematica!

Le pieghe infatti producono simmetrie assiali con angoli, linee, e poligoni dalle proprietà particolari, per questa ragione è nata una vera e propria “geometria degli origami”, dove gli assiomi di Huzita-Hatori vanno a sostituire quelli della geometria Euclidea che tutti conosciamo. Inoltre se nella geometria euclidea classica è consentito soltanto l’uso di riga e compasso, nella “geometria origami” si può utilizzare solo il foglio di carta, (che dal punto di vista matematico viene considerato come il piano e quindi illimitato) sul quale si possono effettuare tutta una serie di pieghe.

Attraverso l’origami possiamo condurre i più piccoli nel mondo della matematica in modo creativo e soprattutto divertente, permettendo loro di capire attraverso l’utilizzo delle mani, i principi basilari della geometria, ma è possibile anche aiutare i più grandi a risolvere avanzati problemi di matematica: gli origami possono essere utilizzati per risolvere equazioni, problemi antichi come la trisezione dell’angolo di ampiezza arbitraria oppure la duplicazione di un cubo di volume sempre arbitrario.

Tornando ai bambini, tramite la piegatura della carta essi riescono a toccare, creare e manipolare le figure geometriche. Ad esempio, partendo da un foglio quadrato e piegandolo a metà lungo una delle diagonali, si ottiene un triangolo rettangolo, mentre piegandolo lungo uno degli assi di simmetria, verticale o orizzontale, si ottiene un rettangolo.

Non a caso ho voluto utilizzare il precedente esempio: vi siete resi conto di quanti concetti e di quante conoscenze ho avuto bisogno?

  1. Come si fa a sapere se il foglio che sto usando è proprio un quadrato?
  2. Cosa significa metà?
  3. Cosa è una diagonale?
  4. Un triangolo?
  5. Quando si dice che un triangolo è rettangolo?
  6. Cosa è un asse?
  7. E la simmetria?
  8. Cosa significano i termini verticale e orizzontale?
  9. Cosa è un rettangolo?

Divertitevi a stimolare la curiosità dei vostri figli, imparate insieme a loro a fare domande e dare risposte senza tralasciare il minimo dettaglio, provate a dare definizioni…vi stupirà quanto tutto questo riuscirà a divertirli!

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