Essere genitori

No agli stereotipi di genere!

Finalmente sono riuscita a riordinare casa dopo lo tsunami del Natale. Siamo stati letteralmente invasi dai doni di Babbo Natale e della Befana che sono stati molto generosi. Ma tutta questa valanga di giocattoli, devo confessare, un po’ mi intristisce. Il mio piccolo Furbetto è un bambino fortunato: lui può essere un ingegnere, un musicista, un pilota di aerei, un macchinista del treno. Ma le bambine? Sicuramente, entrando in qualsiasi negozio di giocattoli ci avrete fatto caso, i reparti maschietto e femminuccia sono ben distinti e il rosa accecante sembra quasi parlarci: “Ehi, dove vai? E’ questo il reparto dedicato alle bimbe!”. Ed eccoci catapultati in un focolare domestico su misura, dove le piccole donne di domani potranno: cucinare, stirare, cucire, lavare stoviglie, accudire e coccolare le loro bambole.

Non solo il colore ma anche le foto utilizzate sulle confezioni indirizzano genitori e bambini all’acquisto “di genere”. Un esempio Ciccio Bello Bua, che pur essendo celeste, con accessori e valigetta celeste, sulla confezione mostra chiaramente un’amorevole dottoressa intenta a prendersene cura. Il mio piccolo Furbetto, dopo l’ultima influenza e successiva visita della pediatra, aveva iniziato ad utilizzare improbabili oggetti per simulare strumenti medici e, neanche a dirlo, ero diventata la sua paziente preferita. Nonostante mi diverta a prestarmi ai suoi giochi, in alcuni momenti mi risulta un po’ difficile, quindi approfittando del Natale mi ero ripromessa di cercare una valigetta del dottore ed un paziente ideale che potesse sostituirmi. Sapete come è finita? Ho comprato una borsa del medico della Città del Sole, più economica ed unisex ma sono rimasta la paziente N°1. Sicuramente non sono pentita dell’acquisto, perché ho speso meno della metà e la valigetta è veramente ben fatta, però resta il fatto che appena ho visto l’immagine della bimba sulla scatola di Ciccio Bello Bua, sono passata immediatamente oltre. Questo per dire quanto sia difficile non lasciarsi condizionare da una società che, ancora oggi, tende a proporci modelli e stereotipi precisi.

I maschi sono più bravi in matematica: non lasciatelo credere alle vostre figlie!

Fra tutti gli stereotipi ce n’è uno, molto diffuso, che con il tempo è finito per diventare la sua stessa causa: l’erronea convinzione che i maschi siano superiori nelle abilità logico-matematiche rispetto alle donne ha fatto in modo che queste ultime, scoraggiate, abbiano desistito dall’intraprendere percorsi scolatici e lavorativi in questo campo. Ad alimentare questa convinzione, purtroppo, contribuiscono anche le mamme che avendo radicato in se questo pregiudizio, tendono ad influenzare inconsciamente le capacità e l’impegno delle proprie figlie. Inoltre, uno studio della University of Delaware’s School of Education ha messo in luce come le mamme di bambini al di sotto dei 3 anni, facciano più facilmente ricorso a concetti matematici se si rivolgono ai figli maschi che non parlando con le figlie femmine.

Perciò mi rivolgo a voi, mamme e papà di figlie femmine: non lasciatevi influenzare! Comprate alle vostre bambine giochi che aprano le loro menti e facciano loro percepire che possono essere tutto ciò che desiderano. Parlate loro come parlereste ad un figlio maschio e non sottovalutate le loro capacità ma aiutatele ad alimentarle. Mentre noi, genitori di figli maschi, insegniamo che le donne non sono inferiori e che cucinare, lavare i piatti, stirare, pulire non è “roba da femminucce”. Si tratta di compiti importanti che vanno suddivisi equamente fra i componenti della famiglia.

Vi suggerisco una piccola chicca che ho trovato in rete e intendo acquistare per il mio Furbetto: Cosa fanno le mamme? Cosa fanno i papà? Si tratta di un libro di 20 pagine, indicato per bambini da 0-2 anni, nato con lo scopo di scardinare i tipici stereotipi di genere che già nei primissimi anni di vita, trasmettiamo inconsciamente ai nostri figli. E’ solo un punto di partenza ma meglio cominciare subito ad educare alla parità!

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