Essere genitori Libri

Tolleranza, integrazione e accettazione delle differenze

Scuola dell’infanzia: pronti, partenza, via!

Finalmente, dopo mesi d’assenza legati alla fine del nido e al conseguente assorbimento da parte di Furbetto di ogni mio secondo di tempo libero, torno a scrivere di un argomento che ci sta toccando da vicino in questi giorni.

Come per molti, questo per noi è stato un anno di cambiamento. Abbiamo affrontato l’inserimento nella scuola dell’Infanzia, conosciuto la nuova maestra, i nuovi compagni, le nuove abitudini e le nuove regole. Non è semplice per i più piccini, ma non lo è nemmeno per i più grandicelli che, per esempio, sono entrati in prima elementare. Il cambiamento, in generale, suscita sempre un po’ di ansia e preoccupazione, a me lo fa ancora oggi che ho collezionato qualche annetto sulle spalle.

Nello specifico quello che più ha destabilizzato Furbetto è stato non avere più con se in classe il suo amichetto del cuore. Con lui aveva una complicità e un’intesa particolare che probabilmente fatica a trovare con gli altri. Il giorno dell’inserimento è arrivato in classe un bimbo che già conoscevamo; pensavo che si sarebbero subito fatti festa, invece lui si è avvicinato alla sua mamma chiedendo:”Mamma, ma io posso parlare?” e lei prontamente:”Si, perché?!”. Quindi con tono serio, indicando dalla nostra parte ha detto:”Perché lui non sa parlare!”. La mamma è diventata paonazza ma l’ho subito tranquillizzata perché si sa, i bambini sono senza filtri, dicono quello che vedono ed effettivamente tutti i torti non ce l’ha, con il linguaggio il mio piccolo ometto è ancora un po’ indietro, anche se in estate abbiamo fatto grandi progressi.

Tutta questa premessa per dire che i nostri bambini, in questi delicati momenti di passaggio, fanno un enorme sforzo per integrarsi, fare nuove amicizie, cercare di essere accettati con le loro differenze. Noi genitori abbiamo un compito durissimo nel rassicurarli, guidarli verso la socializzazione e soprattutto insegnare che la diversità non è un deficit bensì una ricchezza.

I libri ci possono aiutare

Parlare in maniera efficace e comprensibile ai nostri figli, soprattutto quando sono ancora piccoli, può rivelarsi davvero faticoso. Per fortuna esistono molti libri illustrati che ci aiutano nel difficile compito di fare i genitori, trattano i temi più disparati con una semplicità a volte disarmante.

Per quanto riguarda il tema dell’integrazione, tema tra l’altro attualissimo e che credo noi genitori abbiamo il dovere morale di trattare auspicando ad un futuro di tolleranza e amore fraterno reciproco, mi sento di consigliare due titoli che, guarda caso, aiuteranno i bambini anche a familiarizzare con la matematica. Il primo, adatto ai più piccolini, si intitola Piccola Macchia; il secondo, la cui lettura e’ consigliata dai sette anni, si intitola Le cose non quadrano…Ci vogliono i cerchi!

Piccola Macchia di Lionel Le Nèouanic

La storia di Piccola Macchia non racconta altro che le quotidiane difficoltà che incontrano i bambini: il rifiuto dei loro pari, l’essere considerati diversi, inadeguati, o semplicemente poco simpatici. Ma soprattutto, insegna che noi adulti possiamo fare la differenza, siamo fondamentali per aiutare ogni bambino a scoprire il tesoro nascosto dentro di se e mostrarlo anche agli altri.

Piccola Macchia infatti, si sente sola ed annoiata, ma grazie all’aiuto del suo papà riesce a conquistare le simpatie delle forme geometriche che fino ad allora l’avevano denigrata. Diventa loro amica mostrando la sua dote incredibile: sa trasformarsi in qualsiasi cosa! Piccola Macchia e le forme geometriche diventano inseparabili e insieme si divertono a giocare e formare nuove figure.

Questo libro non solo insegnerà ai bambini ad avere più fiducia in se stessi e nelle proprie potenzialità, ma anche in quelle degli altri nonostante le loro differenze. Inoltre li aiuterà a familiarizzare con le forme geometriche più semplici, di cui inizieranno a cogliere le diverse caratteristiche e peculiarità.

Le cose non quadrano…Ci vogliono i cerchi!

Questo libro di Germano Pettarin e Jacopo Olivieri è ambientato nella città di Matematopia, dove numeri e poligoni vivono in quartieri rigorosamente separati e possono incontrarsi solo il giorno dell’ Adunanza, quando l’Esemplificatore li raccoglie intorno a se per scegliere quelli necessari alla risoluzione di un problema.

Tra gli abitanti di Matematopia però, c’è chi crede di essere migliore o più importante, ritenendo gli altri strani, ambigui o diversi. In particolare, sono lo Zero e i Cerchi ad essere visti come personaggi da cui stare lontani perché loro…non seguono le leggi! E così vengono esiliati, denigrati, gli zeri non possono prendere parte ai giochi degli altri numeri e i cerchi non possono giocare al Tangram con cui si divertono i poligoni. Zeri e cerchi decidono perciò di abbandonare Matematopia e allora si che arrivano i problemi seri…

Una storia divertente che insegna l’importanza della diversità, della tolleranza e aiuta i bambini ad accettarsi così come sono. Dal punto di vista matematico, molti sono gli spunti sui quali si può riflettere e che vale la pena approfondire ma che, chiaramente, non possono essere trattate all’interno del libro: il Pi greco, la non divisibilità per zero, la forma indeterminata 0/0, l’infinito e molto altro ancora.

Infine, per onestà, devo aggiungere che ci sono stati alcuni punti che mi hanno lasciata un po’ perplessa e a cui forse si doveva prestare più attenzione, essendo il pubblico di destinazione facilmente influenzabile: per esempio l’apparente confusione tra Figura geometrica e poligono che sembrano essere utilizzati indistintamente come aventi lo stesso significato, oppure l’utilizzo di immagini come quella dell’ Esemplificatore che per scaricare la sua ira, tira un calcio al Sei facendolo girare su se stesso fino a diventare Nove (i grandi non dovevano dare il buon esempio?).

Ovviamente ciò non toglie che il messaggio arrivi forte e chiaro:

[..] le differenze, ossia le specialità degli individui, non erano una minaccia ma un arricchimento; non dovevano separare, ma integrare.

Non mi resta che augurarvi una buona lettura!

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