Essere genitori

Mamma conta: l’importanza dei movimenti fetali

Ricordo ancora con emozione quando, alla 18° settimana di gravidanza, ho sentito per la prima volta il mio piccolo Furbetto roteare nella pancia. Una sensazione stranissima, una specie di sfarfallio che poi nel corso dei mesi si è trasformato in un incontro di wrestling. Mio figlio ha manifestato immediatamente il suo caratterino, non stava fermo un secondo, anche la notte mi toccava alzarmi e mangiare per farlo riaddormentare e stare un pochino fermo.

Sembra impossibile, eppure ogni bambino dimostra già nella pancia di che pasta è fatto: non c’è una regola, ognuno si muove a modo suo! E’ molto importante che le mamme imparino fin da subito a conoscere il proprio piccolo, ad ascoltarlo, a percepire ogni suo movimento e a non prendere sottogamba eventuali variazioni di questi movimenti.

Se i MAF (Movimenti Attivi Fetali) dovessero cambiare, di frequenza o intensità, sarebbe meglio avvertire ginecologo o ostetrica di fiducia, perché potrebbe significare che c’è qualche problema, più o meno serio, che induce il piccolo a riposarsi di più. Soprattutto nell’ultimo trimestre, non bisogna cadere nella tentazione di credere che nella pancia non ci sia abbastanza posto per calci e pugni, vi assicuro per esperienza personale che non è così. Effettivamente, lo specifico movimento che appartiene a vostro figlio cambierà con il progredire della gravidanza, non nel senso che si muoverà meno, ma nel senso che lo farà in modo diverso: non riuscirà a fare capriole ma non vi risparmierà gli incontri sul ring.

Esiste un indicatore che può farci dormire sonni tranquilli?

Una volta si raccomandava alle mamme di contare, ogni giorno, quanto impiegasse il piccolo a compiere 10 movimenti, verificando che questo avvenisse nell’arco di due ore (ecco perché parlavo di frequenza). Questa indicazione, presa alla lettera dalle donne in gravidanza, se da una parte era divenuta una vera e propria ossessione, tanto da generare eccessivo allarmismo, dall’altra si è rivelata forviante per qualche mamma che non ha tenuto conto di altri campanelli d’allarme, ritenendo il proprio piccolo al sicuro perché si era mantenuto sulla giusta frequenza.

Per questa ragione le linee guida più recenti puntano non solo sull’osservazione quantitativa ma anche su quella qualitativa. Bisogna imparare a stabilire se il feto si muove di più il giorno o la sera, quando la mamma è in movimento o a riposo, in piedi o a letto,  se diventa eccitato mangiando o bevendo particolari pietanze. Solo in questo modo si riesce a comprendere se il bimbo cambia improvvisamente atteggiamento rispetto a quello abituale ed allora è il caso di preoccuparsi.

Non siamo tutte uguali, io sono un po’ maniacale e vi confesso che soprattutto poco prima del parto, i movimenti di Furbetto li ho contati. Però una cosa ci accomuna tutte, in un modo o nell’altro, sappiamo sempre cosa è meglio per i nostri piccoli e poco importa se gli altri ci considerano esagerate. Meglio togliersi uno scrupolo in più che avere un rimpianto perché anche se una mamma non conta, è il suo istinto che conta e quello va sempre ascoltato!

Voi che esperienza avete avuto in gravidanza? Anche i vostri figli erano tutti calci o pugni? Sono curiosa di leggere le vostre esperienze!

 

 

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